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Nasce a Torre del Greco il 25 Novembre 1931. Trascorre l'infanzia in Somalia e all'età di 7 anni la famiglia si trasferisce a Latina.
In questo periodo si iscrive all'Azione Cattolica e in breve ne diventa il punto di riferimento per il suo entusiasmo, la generosità, l'umiltà e la fede in Dio,
tanto che il suo ricordo è ancora vivo e grato in chi l'ha conosciuta.
L'initmo desiderio di diventare missionaria e aiutare chi sofre la spinge ad iscriversi alla facoltà di medicina e chirurgia di roma, dove si laurea l'11 luglio 1963
e si iscrive all'ordine dei medici di latina. dal 1964 al 1967 parte come medico missionario insieme ad una collega e ad una infermiera per la Rodesia
per dirigere un ospedale a Chirundu vicino al fiume Zambesi, costruito con i fondi della città di Milano offerti a Paolo VI.
Il viaggio è preceduto da intensi preparativi e lunghi studi delle tradizioni locali, delle malattie infettive, dell'inglese e della medicina locale. Durante la
costruzione dell'ospedale lavora in una piccola struttura di 25 posti letto ed ha il primo impatto con la popolazione del luogo, con la loro diffidenza e le
loro tradizioni.
Quando l'ospedale Paolo VI viene completato, ne diventa il Direttore sanitario e il responsabile dei reparti di medicina e pediatria. Comincia la sua esperienza
di medicina del territorio, visitando i villaggi sparsi nella valle dello Zambesi, il grande fiume che da origine alle cascate Vittoria. Nel 1968 è costretta a lasciare
l'ospedale a causa della guerriglia e della guerra di indipendenza dall'inghilterra e si trasferisce ad Harare come assistente di ostetricia e ginecologia presso la
locale Università per un periodo di aggiornamento professionale. Nel 1969 ricopre l'incarico di ufficiale sanitario presso il dispensario municipale do Ootcamund,
nello stato di Madras in India dove ha un impatto molto duro con una civiltà così diversa dalla sua. La sua azione è ristretta dalle autorità locali solo al
dispensario, peraltro sfornito di medicinali, al quale si rivolgono moltidudini di persone imploranti aiuto, ma intoccabili a causa della mentalità locale. Nel 1970
decide di ritornare in Africa (Zambia), accogliendo l'invito di alcune suore missionarie tedesche per ricoprire l'incarico di direttore sanitario e responsabile dei
reparti di medicina, pediatria e medicina del territorio presso l'Ospedale di Sichili, con 150 posti letto. Nel 1979 viene inviata dall'Associazione delle chiese
missionarie a riorganizzare e dirigere l?ospedale di Santa Teresa a Luanshya nello Zambia del Nord.
Quando la Rodesia diventa indipendente ed assume il nome di Zimbabwe, accetta l'offerta dell'arcivescovo di Harare di aiutarlo a costruire un Ospedale a circa
50 km dalla capitale, nel distretto di Ngezi, con i fondi della Comunità Europea, della Diocesi e del Ministero della Sanità dello Zimbabwe. Viene montato un
ospedale da campo sotto una grande tenda militare, mentre si pianifica e costruisce la nuova struttura, nel quale ricomincia la sua opera di medico missionario
con passione ed amore verso i più poveri. Attualmente il St. Michaels Hospitals può ospitare 120 pazienti in reparti di medicina, pediatria, ostetricia e
ginecologia, con una sala operatoria. Annessa ala struttura vi è una chiesa, una scuola ed un orfanotrofio costruito con i fondi dell'Antoniano di Bologna, raccolti
durante lo Zecchino d'Oro. Nel 1982 riceve l'incarico dal Ministero degli Esteri Italiano di coordinare in qualità di esperto un programma di aiuti in campo sanitario
nello Zimbabwe, dirigendo una equipe di dieci medici volontari.nel 1999viene costituita a Latina l'Associazione "Amici di Maria Grazia Onlus" con l'intento di
sostenere l'opera della Buggiani per sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi dell'Africa ed in particolare dello Zimbabwe. Maria Grazia ha continuato fino
a poco tempo fa, nella sua missione, che era prima di tutto amare chi sofre, in particolar modo quelli il cui grido di aiuto rimane inascoltato dalla nostra società
opulenta, in una giornaliera battaglia contro la mancanza di risorse finanziarie, frustrata al pensiero che molte vite potrebbero essere salvate se fossero
a sua disposizione alcune medicine o alcune attrezzature o solo del cibo in più. Grata a chi l'ha aiutata ma soprattutto ai suoi pazienti che le hanno insegnato quanto
grande sia il valore e la dignità dell'essere umano.Si è sempre schierata con gli ultimi, umilmente, con lo stesso impegno ed entusiasmo della giovinezza, pronta
anche ad iniziare da capo.
Maria Grazia Buggiani è morta accanto al suo popolo, il 13 maggio 2011.